WRT Futura

A Pollenzo, nella terra di Carlo Petrini, WRT Futura ha inaugurato una nuova fase del Wine Research Team: un percorso che mette insieme vino, ricerca, sostenibilità e intelligenza artificiale.

Presso l’Università di Scienze Gastronomiche, la giornata si è aperta con un momento di memoria dedicato a “Carlin”, alla presenza della sorella Chiara Petrini, trasformando il ricordo in un invito a guardare avanti.

Dalle parole di Vincenzo Tassinari, presidente del Wine Research Team, e di Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi e presidente del Comitato scientifico WRT, è emersa la storia di una rete nata per fare innovazione insieme e oggi chiamata ad affrontare le grandi sfide della filiera.

Al centro del confronto, il valore dei progetti WRT finanziati dal PNRR, per un investimento complessivo di circa 27 milioni di euro, e la natura di progetto pilota di WRT Futura: un modello sperimentale pensato per generare conoscenza, strumenti e soluzioni utili all’intera filiera vitivinicola.

Attilio Scienza, professore ordinario dell’Università degli Studi di Milano, ha tracciato lo scenario di una viticoltura sempre più fondata sui dati, sulla previsione e sulla conoscenza condivisa.

Annabella Pascale, CEO di Tenuta di Artimino e member of WRT, ha raccontato il valore concreto dell’intelligenza artificiale per le imprese: integrare informazioni, migliorare le decisioni, ridurre dispersioni e rendere più sostenibili i processi.

Michele Antonio Fino, coordinatore del Master in Food Culture, Communication & Management dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ha evidenziato il ruolo della formazione e della ricerca nel costruire una visione generazionale per il vino italiano. Mentre Nicola Davolio, CEO di Novara ha descritto le specificità e le potenzialità dell’intelligenza artificiale applicata al settore vitivinicolo facendo vedere nel concreto l’applicazione WRT Futura. 

La presenza di Lisa Rizzetto, responsabile Research Network Development della Fondazione Edmund Mach, ha confermato il legame tra mondo scientifico, imprese e innovazione applicata.

Tra interventi, testimonianze e confronto, l’incontro ha segnato l’avvio di un cammino che unisce intelligenza della terra e intelligenza della macchina. Un primo passo verso un futuro in cui il vino italiano continui a innovare, restando fedele alla propria identità.

 

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