Il progetto
WRT nasce durante la vendemmia 2012 da un’idea semplice e ambiziosa insieme: mettere la ricerca scientifica al servizio della qualità del vino italiano.
Un gruppo di aziende vitivinicole — espressione di gran parte del territorio nazionale — decide di condividere un protocollo tecnico comune per produrre vini di grande qualità senza solfiti aggiunti, sotto la guida dell’enologo Riccardo Cotarella. È la prima volta in Italia che un insieme di imprese vitivinicole sceglie di costruire un percorso del genere: non una cordata commerciale, ma una rete che mette in comune conoscenze, dati e ricerca applicata.
Nel 2014 nasce formalmente l’Associazione di Rete Wine Research Team, con un obiettivo preciso: fare in modo che ogni risultato scientifico ottenuto si traduca in beneficio concreto per tutte le aziende che ne fanno parte — in cantina, in vigna e sul mercato.
Oggi WRT è una rete di 26 imprese vitivinicole distribuite su tutto il territorio italiano, unite da una visione comune e da un metodo di lavoro condiviso.
La nostra missione
Crediamo che la qualità del vino non si improvvisi: si costruisce con la ricerca, si condivide con la fiducia, si misura nei risultati.
La missione di WRT è trasformare la conoscenza scientifica in valore tangibile per le aziende associate. Ogni protocollo che sviluppiamo, ogni studio che conduciamo, ogni collaborazione che avviamo ha un unico destinatario: la filiera. Non esistono risultati riservati a pochi — ciò che impariamo, lo mettiamo a disposizione di tutti i soci.
In un settore che spesso divide, WRT sceglie di unire. Le aziende che ne fanno parte non si limitano a condividere un marchio: condividono un metodo, una cultura del fare e una responsabilità comune verso la qualità del vino italiano.
La nostra visione
Immaginiamo un’Italia del vino in cui la ricerca scientifica non sia un privilegio di pochi grandi produttori, ma uno strumento accessibile a chiunque voglia fare vino con serietà e ambizione.
WRT vuole essere il modello di riferimento per la collaborazione tra imprese vitivinicole: dimostrare che è possibile competere sul mercato e cooperare nella conoscenza, che la sostenibilità e la qualità non sono obiettivi in contraddizione, che il vino del futuro si fa insieme.
Il traguardo non è solo produrre vini migliori — è far crescere una cultura del vino più consapevole, più sana e più radicata nel territorio.
Il ruolo della ricerca
La ricerca non è un accessorio per WRT: è il cuore del progetto. Ogni scelta tecnica che le aziende associate adottano nasce da un percorso di studio rigoroso, validato scientificamente e testato sul campo.
WRT ha avviato collaborazioni strutturate con istituzioni di eccellenza nel panorama scientifico e accademico italiano, tra cui la Fondazione Edmund Mach e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Questi rapporti non sono consulenze episodiche: sono partnership continuative, che garantiscono alla rete un presidio costante sulle frontiere della ricerca enologica e agronomica.
Fare parte di WRT significa avere accesso a tutto questo — non come osservatori, ma come protagonisti di un progetto scientifico collettivo in un’epoca caratterizzata da profonde trasformazioni.
Il comitato scientifico
A garanzia del rigore metodologico di ogni attività di ricerca, WRT si avvale di un Comitato Scientifico composto da tecnici e ricercatori di riferimento nel panorama enologico e agronomico italiano e internazionale.
Il Comitato supervisiona i protocolli tecnici adottati dalla rete, orienta le collaborazioni con le istituzioni di ricerca e assicura che ogni indirizzo adottato sia fondato su basi scientifiche solide.
Le aziende associate
- Artimino
- Bianconi Susanna
- Carvinea
- Citra
- Colombo
- Coppo
- Di Majo
- Donnachiara
- Famiglia Cotarella
- Futura 14
- I Greco
- La Guardiense
- La Madeleine
- Leone Alato
- Monrubio
- Montezovo
- Pucciarella
- S. Isidoro
- San Salvatore 1988
- Tenute del Cerro
- Terre della Custodia
- Trequanda
- Villa Matilde
- Villa Sandi